E’ stato inaugurato il 16 ottobre nel campus dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”,  alla presenza del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini e del Rettore dell’Università di Roma “Tor Vergata” Giuseppe Novelli, il museo Archeologia per Roma: dal centro storico alla città storica.

 Il Museo, finanziato da ARCUS S.p.A., è stato ideato e curato da Andreina Ricci, docente di Archeologia classica a Roma “Tor Vergata”. All’inaugurazione hanno partecipato anche Ettore Pietrabissa, Direttore generale di ARCUS S.p.A., Stefano De Caro, Direttore Generale dell’ICCROM (International centre for the study of preservation and restoration of cultural property) e Salvatore Settis, archeologo e storico dell’Arte.

Il Museo è il risultato di oltre vent’anni di lavoro del CESTER - Centro per lo studio delle Trasformazioni del territorio dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” sull’archeologia romana e di una altrettanto lunga e impegnata riflessione sul rapporto che lega/separa i resti archeologici dalla città contemporanea.

«Prezioso arricchimento delle attività tradizionali dell’Ateneo di Roma “Tor Vergata”, il Museo – ha dichiarato Giuseppe Novelli, Rettore dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” -   offre uno sguardo nuovo e diverso al patrimonio archeologico romano, soprattutto per ciò che concerne il rapporto fra centro e periferia. Il Museo è aperto non solo agli studenti,  ma anche a tutti i cittadini: un esempio di terza missione e di ulteriore contributo dell’Ateneo, dunque, allo sviluppo culturale del territorio». 

I lavori di ristrutturazione e adeguamento di Villa Gentile a sede museale, nonché tutto l’allestimento necessario, sono stati finanziati da Arcus S.p.A. attraverso il progetto “Roma fuori dai Fori” (importo del finanziamento: 400 mila euro). «Abbiamo sostenuto con convinzione questo progetto – ha dichiarato il direttore generale di Arcus Ettore Pietrabissa - per consentire la valorizzazione e la fruizione del patrimonio archeologico diffuso della periferia sud orientale di Roma».

«Questa ricerca, che arriva oggi a un suo primo compimento, assume un significato attuale nel rivolgere uno sguardo meno consueto all’archeologia romana - sottolinea la prof.ssa Andreina Ricci -. Una riflessione forse utile, complessivamente, a filosofie e politiche della tutela troppo spesso concentrate sul solo centro urbano o immobilizzate nell’ormai radicato e annoso conflitto fra conservazione e trasformazione».

Nella sala introduttiva del Museo  sono illustrate alcune proposte progettuali volte a ripensare il ruolo che l’archeologia potrebbe svolgere nel processo di qualificazione delle aree urbane periferiche. Nelle altre sale del Museo si è scelto di illustrare alcuni frammenti di storia della città attraverso i resti archeologici rinvenuti in tanti scavi condotti nelle aree del suburbio sudorientale di Roma con un linguaggio semplice, utile alla spiegazione delle informazioni archeologiche, al racconto, anche attraverso particolari percorsi o strumenti didattici. Questi risultati si articolano intorno a due grandi temi, “la morte” e “la vita domestica” rispettivamente frutto di indagini su necropoli e ville  risalenti a periodi compresi fra l’età repubblicana e il tardoantico.

L’allestimento del museo è stato pensato sia per i giovani delle scuole, sia per tutti i cittadini  che vogliano rendersi conto della importanza e della suggestione delle storie che le  tante presenze archeologiche fuori dalle mura urbane testimoniano.

Dal giorno dell’inaugurazione il museo è aperto al pubblico:  tutte le informazioni, dagli orari di apertura, alle prenotazioni di scuole e gruppi fino all’iscrizione alle attività didattiche sul sito del museo www.museoapr.it oppure scrivendo a info@museoapr.it



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